lunedì 17 aprile 2017

Chianti e Champagne. Alleanze rivoluzionarie

Chiusa la 51° edizione del Vinitaly, è tempo di bilancio. In questa edizione numero di espositori o buyers a parte è la svolta per due vini, uno italiano ed uno francese. È  la concretizzazione dell’alleanza tra due grandi terroir: il Chianti Classico e la Champagne. Non si tratta di una gara al valore più alto ma di una degustazione prestigiosa per lumeggiare il significato di una celebre parola per la storia del vino: Grande.
Grande è la nuova selezione del Chianti così come le Grandes Cuvées francesi, un singolo vino-icona o una marca. La scelta di questo termine ambiguo voluta dal Professore di enologia Raul Salama di Parigi e di Bordeaux è finalizzata a spiegare il perché della presenza di tante analogie e differenze tra i confini del mondo del vino. Per Champagne e Chianti, forse per la loro storicità, il loro essere modelli, marchi di qualità, territori magnifici e guide di stile e di mercato, l’essere “Grande” 
è una rassicurante prospettiva globale

E per questa grande proiezione sono stati scelti sei vini, i più vitali, etichette viaggianti note in tutto il mondo: Champagne Cristal 2004, Dom Pérignon 2004 e Salon 2004, seguiti dai Chianti Classico "Gran Selezione" di Badia a Passignano 2012, Felsina "Colonia" 2011 e Castello di Brolio "Colledilà" 2010.

Assaggi da chock degustativo che non causano disorientamenti, sono esperienze gratificanti per la nostra attenzione. È un momento di gusto per suggellare la presenza di progetti globali. E le due etichette che vestono questi progetti sono: il Colledilà 2010 Chianti Classico Docg Gran Selezione Barone Ricasoli e lo Champagne Louis Roederer Cristal 2004.

I calici di oggi e di domani sono i parametri dell’accordo interprofessionale siglato di recente tra il "Comité Champagne" e il "Consorzio del Chianti Classico" voluto dopo il gemellaggio del 1954  tra le città di Reims e Firenze.

Al calice:

*Champagne Louis Roedere Cristal 2004: prodotto solo nelle migliori annate questo millesimo è molto simile a quello del 2002; ad una primavera-estate siccitosa, fino al mese di giugno, è seguito un mese di settembre strepitoso, molto caldo, che ha garantito una perfetta maturazione delle uve.
Il Cristal nasce grazie a Léon Olry Roederer. Giunto al timone della Casa, quando tutti si limitavano a comprare uva, ebbe l’intuizione di acquistare vigne così da formare il nucleo di questo vino formato oggi da 243 ettari, tutti di proprietà di cui 60 in biodinamica.
Al naso troviamo scorze di limone candite con polvere di vaniglia e pastella di mandorla. In bocca dopo i sette anni canonici si presenta con un corpo morbido e freschissimo. È un gusto estetico che si caratterizza per la sua profonda eleganza segnata da un gusto baciato dagli agrumi che creano un arco capiente e di grande struttura. Un sorso completo che racchiude la complessità della Champagne.

*Distribuito da Sagna S.p.A.

sabato 8 aprile 2017

Una "Vecchia Annata" per "Casa Vicina"

31 marzo 2017 - Casa Vicina


Quando si parla di vino accade di esser circondati da filari e da colline colorate e Casa Broglia, storica famiglia di Gavi -prima città poi uva Cortese del Monferrato- ha deciso di presentare le ultime creazioni presso Casa Vicina, il ristorante che ha trovato la sua culla da Eataly dove il gusto è buono, pulito e giusto.
Tradizione e territorio, unite all’attenzione del servizio ed alla soddisfazione dell’ospite -il gourmet attento e semplice curioso- si fondono in un luogo speciale, un ristorante guidato da Claudio Vicina, classe 1967. Claudio rappresenta la quarta generazione e i suoi i piatti, tradizionali e di anima innovativa, sono la materializzazione e la conferma che il bisogno di appartenza e l'attuazione della propria filosofia sono possibili. Come? Con la ricerca e poi il talento che si devono allenare e valorizzare con assiduità. Quest'arte Vicina è oggi parte integrante del progetto Eataly grazie alla bella intuizione di Piero Alciati e Oscar Farinetti.
In questa location stellata, le due forchette del Gambero non incalzano le tre della Guida Michelin ma poggiano su due brillanti Cappelli de L’Espresso. Premi guadagnati grazie a piatti terrain che si distinguono, come la Bagna Caoda da bere. Piatti sofisticati ispirati a ricette antiche che assumono alti valori se abbinati a vini di tal onore e ricchezza, i Gavi di Gavi DOCG Broglia prodotti nei vigneti più antichi, dal 972 nella Tenuta La Meirana. Una dimora   lussuosa poi modificata grazie al lavoro di svariati architetti che nel corso del tempo hanno contribuito a renderla elegante e funzionale per la produzione del vino a marchio Broglia iniziata nel 1974, l'anno in cui venne concessa la DOC Gavi

E Gavi è anche città. Il Forte, una vecchia galera che sovrasta le colline è ricamata da sentieri e dall'antica Torre, voluta dal Barbarossa. Qui troviamo le tracce di una vigna e nello stesso periodo a La Meirana si registra la medesima presenza "come risulta dal documento conservato presso l’Archivio di Stato di Genova, il nome viene menzionato in un contratto di affitto, datato 3 Giugno 972 d.C., nel quale il Vescovo di Genova accensa “a Pietro ed Andrea, uomini liberi, i vigneti e castagneti che la Chiesa Genovese possiede nei luoghi di Gavi e di Meirana".


Percorrendo le colline degli 11 comuni in cui è concessa la produzione del Gavi, quest’uva Cortese spicca per la sua elevata acidità e si presta a svariate lavorazioni e relativi prodotti: dal metodo classico a un vino piacevole o generoso, sempre ricchi e potenti in grado di invecchiare e farsi scoprire nel tempo. Le terre bianche diventano rosse o miste e nel centro, il nucleo del Gavi è carico di energia e di elementi: mineralità, struttura e freschezza in cui gli aromi di fiori bianchi e di agrumi si sciolgono per diventare più tropicali e vanigliati. E tra le curve del nostro mondo contemporaneo la velocità impone di guardare al domani con un’ardente necessità di inventare e di svilupparsi cercando un design accattivante, un’idea pittoresca. Per la famiglia Broglia la scelta ricade sulla volontà di non voler uscir dall’ordinario con un’etichetta stilosa per un solito bianco o un prepotente ed insolito vino rosso, ma di far ri-nascere un Gavi rimanendo ancorati alle proprie origini. Tra i 65 ettari su 100 di proprietà gli eredi Roberto e Filippo Broglia ritornano ad una nuova “Vecchia annata”, un Gavi selezionato (40 quintali per ettaro) prodotto solo nelle migliori annate dai vigneti più vecchi della Tenuta La Meirana. In assaggio c’è l’onore di provare la prima cuvée, imbottigliata da qualche settimana concepita nel millesimo 2009, caratterizzato da una fioritura regolare nella prima decade di giugno e un’estate calda con elevate escursioni termiche. 



E dopo un affinamento in acciaio di 85 mesi “sur lie” questo Gavi si presenta con note accese di biancospino, salvia, fior di sambuco e aloni vegetali. In bocca una dolce sfericità è interrotta da una vena sapida molto profonda che spinge ai bordi freschezza invitando una pietanza architettata da Casa Vicina, il Baccalà mantecato o una trota salmonata.