giovedì 26 novembre 2015

Les Vins de Mâcon: i giovani Chardonnay di Borgogna

Milano, 2015-11-23 


Visto il crescente boom ed interesse per i vini di Borgogna, uno dei fiori all’occhiello della produzione enologica francese, i produttori dell’ UPVM provenienti da Mâconnais, la “Borgogna del sud” hanno deciso di intraprendere alcune azioni di promozione avvalendosi della collaborazione del Bureau Business France col fine di  mettersi “a la page” per affacciarsi, con dolcezza, alla finestra del mondo del vino e del business, per tentare di conquistare nuove nicchie di mercato sempre più popolato dai Millennials: un target veloce che non ama aspettare e che richiede vini che richiamino le loro abitudini e stili di vita. Les Vins de Mâcon: i giovani Chardonnay di Borgogna possono essere la novità francese in grado di colmare questo gap.

1972 è l’anno di nascita del Sindacato viticolo di produttori dei vini di Mâcon, una delle zone più produttive della Borgogna. UPVM, Union des Producteurs de Vins Mâcon, riunisce oggi 900 viticoltori operanti in 12 cantine cooperative di cui 400 sono cantine private.



Il 23 novembre al  “Wine Tasting AOC Mâcon” presso l’elegante location That’s Wine di Milano è stata occasione per 14 tenute francesi di mettersi in discussione e in mostra proponendo le loro espressioni di Chardonnay, una delle cultivar più esportate nel mondo, che in Borgogna non smette di stupire ed affascinare per la sua evoluzione e complessità del corpo e dei profumi.




Se si guarda la cartina geografica di questa regione, rispetto ai blasonati e celebri comuni di  Dijon e Nuits-St-Georges, ci troviamo in un triangolo di quasi 40 chilometri di vigneti da Macon-Cluny-Tournus  passando per Sennecey-le-Grand fino a Crèches-sur-Saône.

Se si parla di Borgogna bisogna indicare che la presenza del mare già nell’età giurassica influenza ancora oggi le colture e i terreni. Più a nord infatti nella Cote d’Or, le marne, miste ad argille, fossili e depositi calcarei, costituiscono l’ importante asset strategico artefice del corpo, struttura e longevità delle uve prima, del vino, poi. Al contrario, più a sud, le pendenze,  il rapporto nel terreno tra calcare/argilla e sabbie apportano più insolazione, vento e drenaggio. La produzione di Chardonnay nel Mâconnais è intensa e i vini si caratterizzano per la loro freschezza e vibrazioni agili e scattanti, alla portata di tutti i portafogli, senza peccare in qualità.




La denominazione Mâcon dal punto di vista geografico si estende su una superficie di ben 3900 ettari.  Dal punto di vista produttivo questa porzione di Borgogna cuba il 16 % di quella totale, pari a 30 milioni di bottiglie annue destinate principalmente all’elaborazione dei vini bianchi, 100% con uve Chardonnay venduti nel settore HO.RE.CA all’estero e tramite vendita diretta. Nello specifico tutti i colori del vino trovano spazio con la produzione di vini bianchi per il 61,3%, di crémant per il 9%, di rosé per lo 0,3% e di rossi per il 26,4% mediante l’impiego di uve Chardonnay, Pinot Noir, Gamay e Aligoté. Tre anche sono i livelli di denominazione: Mâcon, Mâcon –Villages e Mâcon, seguito dal nome del comune.






La Borgogna esige ordine e precisione. In tutte le pubblicazioni si fa tanto parlare dei vini del “cru”  e del “terroir“ ma in questo habitat univoco e cesellato è bene menzionare “clos” e “lieux dits” questi ultimi, porzioni di una zona ben definita e circoscritta in qui elaborare e raccogliere il meglio che la natura crea, soprattutto se i processi di coltivazione sono certificati biologici e rasentano il biodinamico.




La geologia affascina i palati e le menti più curiose, se si volesse fare una degustazione geo-sensoriale è cosa buona prendere appunti e segnarsi che nella parte sud-ovest della regione il terreno è di tipo granitico (adatto per la coltivazione del Gamay) ed argilloso, culla dell’acidità. Al centro e nella parte ad est il suolo è misto di marne grigie e calcare, compartecipi alla produzione di vini fruttati, fini e da lungo invecchiamento. Infine a nord le terre sono più basculanti in cui non mancano falle ed erosioni. In questo ultimo grembo anche le vigne più esperte faticano a trovare un adeguato nutrimento.


Di seguito le note tecniche relative ai 14 produttori e vini presenti a questa anteprima milanese presentati dal Giornalista Antonio Paolini:

Cave Cooperative D’Aze - AOC Mâcon-Azé Blanc - “Cuvée Jules Richard 2013”: cooperativa di 124 cantine che conferiscono uve provenienti da tutte le zone della denominazione di età che va dai 40 ai 60 anni. Per l’elaborazione di questo vino non viene impiegato il legno ma la sapiente selezione ed assemblaggio delle uve regalano un vino dal colore giallo paglia carico con sentori spiccati di banana e di canditi. In bocca si spalanca la porta all’ equilibrato retrogusto di burro e di mandorla.

-       Domaine ELOY - AOC Mâcon Milly-Lamartine Blanc 2014: età media delle vigne è di 40 anni e per l’elaborazione del vino si usano solo vasche di acciaio. Il colore è un bel giallo paglierino tendente all’oro. I profumi spaziano dal mango con cristalli di miele a presagire in bocca un po’ di grassezza ed untuosità che si spalleggiano con freschezza e salinità. Il gusto è  contenuto ma in equilibrio ed armonia.

-    Cave de Charnay – AOC Mâcon- Charnay-les Mâcon Blanc Domaine - “Les Persons 2014”: cantina con 140 ettari di proprieta per un volume di produzione importante, venduto per il 20% all’estero. Le vigne hanno età media di 50 anni ed il vino, prima di essere imbottigliato, passa 8 mesi in botti grandi di 3° e 4° passaggio. Il colore giallo oro anticipa i sentori che ricordano un cremino con strati di nocciola e mandorla amalgamati all’ananas surmatura. In bocca la velocita rettilinea segna il suo passaggio con chicchi di sale.

-    Domaine de L’Echelette - AOC Mâcon- Cruzille Blanc – “La Belouse 2014”: piccola cantina famigliare di 13 ettari ubicata in una delle zone più a nord della regione. Le vigne vecchie di 60 anni si trovano ad un’altezza di 300 metri e vengono raccolte tardivamente (15 giorni dall’inizio della vendemmia). L’assenza del passaggio del legno si intuisce già al colore, un giallo limpido e brillante. Al naso si scorge una punta pietrosa con richiami floreali, di camomilla. Fine e schietto in bocca si presenta con beva compatta e sgrassante.


     Domaine du Bicheron - AOC Mâcon-Péronne Blanc – “Vielles Vignes 2014”: classificati come “Vignerons indépendants”, attenti all’uso di pesticidi e trattamenti questa è una piccola realtà artigianale a sud di Mâcon con 50 ettari di proprietà. Le vigne hanno 80 anni e per l’elaborazione di questo vino sono solo 2,5 gli ettari impiegati in cui ricavano 50 ht per ettaro.  Dopo un periodo di 12 mesi sulle fecce in soli tini di acciaio questo vino appare giallo paglierino vivo con sentori agrumati di pompelmo e di timo. In bocca è bilanciato, fresco e salino con un finale amarognolo che convince entrambi i “cervelli” mentale e gustativo.

-   Fichet - AOC Mâcon-Igé Blanc – “La Cra 2014”: azienda con 26 ettari situati su di un suolo ricco di calcare. Il terreno gioca nel ruolo del play maker ed imposta la partita sentori vs gusto. Dopo la conversione malolattica e un passaggio di 12 mesi in fusti nuovi per il 30-40%, il colore è giallo oro intenso e i profumi richiamano la pesca sciroppata e scorze di arancia rossa tinte nel rum. La bocca  e le guance sono abbracciate da un manto caldo, quasi stanche per aver masticato la mineralità.

-   Domaine Christophe Perrin - AOC Mâcon-Bray Blanc – “La Montagne 2014”: il giovane viticultore alla guida di questo domaine produce in suoli argillosi e calcarei a nord di Mâcon 15.000 bottiglie in 6,5 ettari di proprietà situati ad altitudini “estreme” per la zona,  400 metri ca. La fermentazione inizia in acciaio e continua in botti nuove di 3°- 4° passaggio. Il colore è giallo paglierino con raggi di sole. Il naso è segnato dalla papaia e dalla nocciola con punte di biancospino ed amaretto. La bocca è unita con un andamento gustativo frenetico che non rispetta i consueti limiti di velocità.


-       Vigneron des Terres Secrets - AOC Mâcon - Verzé Blanc  - “Croix-Jarrier 2014”:
cooperativa di produttori che contano 900 ettari e 6 ml di bottiglie. I numeri impongono la ricerca dell’equilibrio e continuità. I terreni sono su suoli ricchi in calcare a nord-ovest di Mâcon in microclimi caratterizzati dal freddo. Il colore è giallo paglierino fine. Al naso i sentori di frutta gialla matura e di burro salato anticipano muscolosità, spalle acide e una buona struttura.

-       Vignobles et Pepinieres Thevenet et Fils - AOC Mâcon – Milly – “Lamartine Blanc 2013”: con 30 ettari di proprietà per l’elaborazione delle 3000 bottiglie di questo vino si impiegano i 7 ettari di giovani vigne di 10 anni impiantate nelle zone più ad ovest da Mâcon. Dopo tre mesi di acciaio e le operazioni di batonnage il processo di produzione ultima in barrique.  Il colore è giallo paglia carico. Al naso intensi profumi di mango e di pera abate preannunciano una fruttuosità e un corpo in cui l’acidità si fa spazio delicatamente.

-    Cave de Lugny - AOC Mâcon – Lugny Blanc – “Coeur de Charme 2013”: per questo primo millesimo le 4 cooperative operanti con 234 soci, hanno dato alla luce 30.000 bottiglie. All’ interno della zona di produzione si annovera anche l’omonimo paese del vitigno usato, Chardonnay. I 1200 ettari di vigne hanno un’età media di 40 anni e sono situate nelle zone più vocate nei villaggi di Mâcon, Mâcon-Villages e limitrofi. Entrambe le fermentazioni, alcolica e malolattica avvengono in acciaio. Il colore è giallo paglierino con unghie cristallo. Il naso è avvolto dai profumi della pesca gialla dura e dai fiori bianchi. In bocca in un primo momento appare quasi spento ma col calore si sprigionano acidità e salinità. Un finale lungo e persistente che se oggi si fa desiderare tra qualche anno riuscirà a farsi apprezzare nell’immediato.


-       Chaeau de Messey - AOC Mâcon – Cruzille Blanc – “Clos des Avoueries Tête de Cuvée 2013”: piccola azienda a gestione famigliare con 6 ettari nei comuni di Mâcon Chardonnay e Cruzille ed un volume produttivo di 30.000 bottiglie annue. Le vigne con età media di 40 anni sono a un’altitudine di 300 metri.
Il colore è giallo paglierino secco. Nonostante la raccolta tardiva delle uve i profumi sono monopolio della mela verde e del lime. Il  gusto è fresco e “tout droit”, vivo e scattante. Una nuova espressione de Bourgogne.

-     Chateau des Bois - AOC Mâcon – Milly –Lamartine Blanc – “Eole 2013”: azienda a gestione famigliare la quale impiega 6,5 ettari dei 43 totali per l’elaborazione di un Mâcon dedicato al principe greco e dio del vento,  figlio di un  microclima presente in un anfiteatro naturale che si contraddistingue appunto per la presenza di Eolo. A quest’ultimo si riconosce il merito di asciugare, concentrare e proteggere gli acini dalle muffe e dalle malattie. Le vecchie vigne di 50 anni producono 3500 bottiglie annue con l’impiego di botti nuove nel processo di vinificazione. Il colore è giallo oro con riflessi solari. Il naso è carico di frutti esotici e di lievito usato per l’elaborazione di prodotti freschi di pasticceria. L’entrata in bocca è come un’onda decisa in cerca di una riva in cui sprigionare la sua complessità. L’evoluzione in corso richiama retrogusti di mandorla e vaniglia.


-    Domaine du Moulin a l’Or - AOC Mâcon – Fuissé Blanc – “Le Bruyères 2012”: azienda proveniente dal comune più a sud della regione con i suoi 9 ettari produce 25.000 bottiglie annue. Il processo di fermentazione parte con i lieviti autoctoni per poi passare a quelli tecnici dopo aver raggiunto i 5 vol%. L’allungamento del processo consente la migliore estrazione dei profumi e di polialcoli che conferiranno morbidezza, tipica dei grandi vini di Borgogna. Dopo 12 mesi di legno in fusti di 5° - 6° passaggio e nessuna operazione di batonnage, il colore si presenta giallo paglierino con riflessi crema. Il naso è soffice e burroso con punte di albicocca secca. In bocca il palato è accarezzato e solleticato. Questo vino, l’unico della batteria datato 2012 è ancora di ottima beva e vivacità.

-        Domaine des Riots – AOC Mâcon – Pierreclos Rouge “ Vielle Vignes 2013 “:
Il giovane produttore ad ovest di Mâcon si presenta in questa giornata con il suo vino rosso elaborato a partire da uve Gamay da agricoltura biologica e biodinamica. Il colore è un rosso magenta che richiama violetta. I suoli sabbiosi e granitici si svelano e conferiscono profumi terrosi, vegetali e di lampone. Il morbido ed elegante pattern sulla lingua guida verso il retrogusto di polpa e di pepe.

Per concludere mi sento di dire che i vini di Mâcon sono usciti allo scoperto e possono presentarsi a fianco dei grandi vini di Borgogna come valida alternativa quotidiana.
Da oggi chi si vuole concedere un Borgogna può farlo. Tutti gli addetti al settore sono chiamati all’appello tra qualche anno per vedere l’evoluzione e la tenuta di questi giovani Chardonnay.
  

Per maggiori informazioni sui vini e sull'UPVM contattare l'Ambassade de France en Italie

martedì 3 novembre 2015

Accensione del fiammifero: la storia si ripete per la 71° volta alla Distilleria di Romano Levi

Sabato 31 ottobre, Neive 

Ogni anno nella storica Distilleria Romano Levi , il “Grappaiol’angelico” come lo amava definire Veronelli, in autunno l’ “accensione del fiammifero” è il rito storico che segna l’inizio del processo di distillazione delle grappe. 




Da oltre 3 secoli l’arte della distillazione risiede in diverse regioni italiane tra cui il Piemonte. Ed è proprio qui, nel paese di Neive, a pochi chilometri da Alba, che la famiglia Levi si insediò nel lontano 1925 dopo la nascita di Romano e Lidia Levi. In tutto il mondo Romano Levi, è considerato come l’artista che racconta le donne, scrivendo e disegnando a mano le etichette ricche di frasi poetiche divenute nel tempo dei carati preziosi da custodire gelosamente perché manifestazione concreta del suo genio.
“Faccio grappa: il sangue di fuoco, i morsi di vita, la poesia sono tuoi.” 



Romano già a 17 anni dovette mettersi in gioco per prendere le redini dell’attività di famiglia. 

Tra le sue etichette, sicuramente quella più memorabile è la “Donna selvatica che scavalica le colline”. Ancora oggi è possibile vedere la sua scrivania, il luogo in cui creava ed esprimeva i suoi pensieri. Si comprende come quindi l’"Accensione del fiammifero” sia un evento figlio della tradizione, segno che la storia si ripete, sempre, e che in questo caso serve a riaccendere l’anima di Romano e dei significati delle sue opere di “arte selvatica”.




In questa giornata leggendaria non sono mancate la storica banda e gli interventi del Sindaco di Neive, Gilberto Balarello e di Luigi Schiappapietra alla guida della distilleria insieme ad Elisa Scaratti e Diego Schiappapietra. 












“Oggi è una giornata che ci rende orgogliosi di essere cittadini di Neive” ha detto il Sindaco, dopo aver ringraziato la Famiglia Schiappapietra per il suo lavoro. 





Alle ore 15.00 il 71° fiammifero è stato acceso e l’alambicco a fuoco diretto ha scaldato il cuore dei presenti evidenziando il significato della tradizione. 

Le grappe prodotte dalla distilleria sono: al moscato, bianca, paglierina, ambrata, alla camomilla e le storiche da collezione di Lidia e Romano Levi. Le ultime arrivate, figlie della nuova generazione, sono quella al Barbaresco e al Barolo (disponibile quest’ultima dal 2016).




I disegni di Romano Levi continuano ancora oggi ad animare le etichette delle grappe distribuite in Italia dalla Sagna S.p.A di Revigliasco. 

Le grappe Levi sono l’eccellenza di cui “non si poteva a fare a meno, una scelta quasi obbligata” dice Massimo Sagna “quando si è dovuto scegliere i distillati da distribuire nelle migliori enoteche e ristoranti d’Italia”.

Un evento glocal: locale, ma di importanza e risonanza globale. 




Distilleria Romano Levi
VIA XX SETTEMBRE, 91 - 12052 NEIVE (CN)
info@distilleriaromanolevi.com