giovedì 16 aprile 2015

Champagne Louis Roederer Brut Nature 2006: una spirale di emozioni!


15 Aprile 2015 Milano, Hotel Boscolo



La Sagna S.p.A, la storica azienda di Revigliasco torinese, capitanata dall'omonima famiglia giunta oggi alla 4° generazione non poteva scegliere location migliore del Boscolo Hotel di Milano per presentare l'arrivo nel Bel paese del nuovo Champagne Louis Roederer creato, ancora una volta, dallo Chef de Cave Jean-Baptiste Lecaillon
Le uve impiegate in un questa nouvelle bouteille provengono dai suoli squisitamente calcarei della zona di Cumières, le ventre della Champagne in cui Roederer ha una vasta superficie vitata a Pinot Noir in cui dal 2000 ha incominciato a minorare l'uso di pesticidi approcciandosi alla filosofia e alle regole imposte dalla agricoltura biodinamica.


Il Brut Nature 2006 è il primo champagne sans liqueur d'expedition della Maison più esclusiva di questa regione vinicola che come un magnete riesce ad attirare l'attenzione di tutti, dagli addetti al settore, ai semplici appassionati e neofiti, senza essere mai invasiva.


Si percepiva, già dal Save the Date che l'evento non sarebbe stato banale ma inevitabilmente a la page segnato dalla solita eleganza e modernità che caratterizzano il matrimonio tra Sagna e Louis Roederer. L' elevata concentrazione di Star presentate al numeroso parterre di ospiti e di giornalisti da Massimo Sagna, fanno di questa serata un momento di incontro e di confronto che portano la mente a riflettere sul percorso di cambiamento che il mondo della Champagne, ed ovviamente della Maison Louis Roederer stessa, hanno intrapreso nell'ultima decade.


Ripercorrendo le parole del Presidente Frédéric Rouzaud il Brut Nature 2006  lo si potrebbe definire uno champagne trigono. Per la prima volta nella storia di questa Casa viene proposto uno Champagne nudo, senza i preziosissimi vin de rèserve, creato insieme ad una figura ricercata, sofisticata e geniale, il noto architetto e designer Philippe Starck, con sole uve provenienti dall'annata 2006. 


Un incontro, quello tra il designer e la Maison, che ha portato alla consapevolezza di voler fare qualcosa di diagonale e sincero che come uno specchio, riflettesse il più possibile il terroir di origine
Se per Messieur Starck, amante dei vini non dosati, "il vino è un sogno, creato dall'amore dell'uomo per la natura" in questo progetto l'architettura e la fisica sono venuti meno e hanno lasciato spazio alla naturale evoluzione dei componenti di uno vino destinato a far sognare e a rendere frizzanti i momenti conviviali e di festa. 

Al momento dell' incontro tra Philippe e lo staff Roederer avvenuto 9 anni fa, l'idea iniziale era minimale ed indirizzata verso una mera collaborazione stilistica ma, come 2 cerchi sovrapposti ( un 8 ) nel loro punto di incontro creano il caos e il disequilibrio, scatenando la loro energia, in questa circostanza le forze in gioco sono tali da generare un vortice, una spirale che unisce e rende tutti gli attori, dei protagonisti che insieme ci raccontano una nuova storia naturalmente emozionante.




Partendo da questo concetto basale, nel corso degli anni Philippe Starck è diventato non solo il designer adibito alla creazione dell' habillage ma anche il "co-blending man" che insieme a Jean-Baptiste Lecaillon ha partecipato alle fasi decisionali più importanti quando si tratta di creare una cuvée: la scelta dell'assemblaggio dei vin clairs.
Taste after taste il prodotto si evolveva, cambiava ed emozionava…segnali che le scelte e  le intuizioni avute dai due durante gli assaggi erano state propizie.  Jean-Baptiste e Philippe hanno compreso un nuovo  métier,  un nuovo modello di Champagne, privo di vizi e di maquillage.



In ultima istanza al termine della conferenza arriva il turno dello Chef de Cave alias JBL che, senza indugio,  svela qualche nota tecnica su questo ultimo nato di Casa Roederer. Il vino si compone per 2/3 da Pinot Noir e il restante 1/3 da Chardonnay e tutte le uve hanno compiuto un ugual percorso in quanto raccolte il medesimo giorno, pressate ed assemblate insieme. La scelta di non fare alcuna fermentazione malolattica è per dare più slancio ed energia ad un vino che si presenta oggi, dopo 4 mesi di bottiglia, vivo, fresco e grinzoso senza essere borioso o altisonante. 

L'eleganza insieme alla consistenza data dal pure jus sono i tipici marker dei vini Roederer e, in questo esperimento emozionale tutti i profili stilistici e gustativi della Casa si ritrovano disegnati con una nuova linea: moderna. La freschezza immediata e le sensazioni di brezza salina avvolgono il palato con semplice precisione. La pulizia che il prodotto lascia dopo averlo degustato, indica una assoluta capacità e predisposizione per abbinamenti finger food a base di crostacei, di formaggi e di verdure. In bocca il sale rosa e la pera Torriana formano un gusto compatto, netto con punte ruvide che richiamano la dolcezza fruttata e un fin di bocca agrumato e di calda roccia. 
"À la fin d' un repas", come si dice in Francia, questo vino si sposa perfettamente con un dessert "pera e cioccolato" oppure tout seul a sgrassare e donare un nuovo equilibrio, riportandoci alla base della nostra spirale, nel punto di partenza, pronti per ricominciare a scoprire, ed amare, le nuove catene che compongo il DNA dello Champagne, in cui la natura dona la materia prima basale e non v'è più bisogno di inventare nuove linee perché si è ritornati all' origine e tutto può essere ridisegnato, naturalmente. 


4000 sono le bottiglie a disposizione per il mercato italiano distribuite in esclusiva da Sagna S.p.A