sabato 10 maggio 2014

Barolo & Friends Event - un gioco da Zurigo!

8 Maggio 2014 - Zurigo


Per il quarto anno consecutivo il Consorzio I Vini del Piemonte torna a Zurigo  per confermare la propria partnership con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera e per offrire, ancora una volta, un' esperienza di livello che non ha deluso le aspettative dei numerosi appassionati e addetti al settore Italo - Svizzeri, giunti nel cuore della città per prendere parte proattivamente a questa intensissima giornata squisitamente organizzata nella sede della congregazione dei commercianti agroalimentari, Zunfthaus zar Saffran. 


Anche quest'edizione del Barolo & Friends Event ha visto come protagonisti numerosi produttori vinicoli della zona delle Langhe e Roero che hanno deciso di seguire il Consorzio in questa azione di promozione del territorio per confermare o inserire le proprie etichette nel mercato Svizzero.

Una giornata che ha visto intervallarsi numerose attività tra cui cene di degustazione, workshop e seminari con diversi operatori del settore HO.RE.CA  e   wine lovers che avevano  il duplice obiettivo di presentare le eccellenti produzioni DOP della Langa e le utili e indispensabili informazioni su trend e modalità operative, per dare il via alla distribuzione dei vini in uno dei mercati più interessanti e attivi per le casse della Regione Piemonte.

Il pacchetto di informazioni dalla natura vetero - conservativa proposte, mi ha colpito ed entusiasmato. Le cantine partecipando a questo circuito di eventi promo del Consorzio, diventano protagoniste nei saloni di degustazione d'Europa e d' oltreoceano  apprendendo altresì tutti i modus operandi per incrementare la propria % di vendita all' estero!
Per esperienza personale posso garantire che sono poche le manifestazioni e organizzazioni che elargiscono e conferiscono un livello tale di visibilità e convenienza. 


L'arduo compito di divulgare il backend informativo-di-vino su trend dei consumi e produzioni del mercato Svizzero è affidato al Segretario della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Fabrizio Macri, supportato e affiancato dal Direttore del Consorzio I Vini del Piemonte Daniele Manzone e l'abile e intraprendente  Sommelier Ambasciatore dei Vini del Piemonte in Svizzera, Nicola Mattana, operante nel settore da sempre.



Per entrare subito nel vivo dei numeri, scopro che la vicina Svizzera oltre che ad essere uno dei principali paesi importatori di eccellenze italiane, vanta anche una buona capacità produttiva di vini che, a differenza del mio Bel Paese, viene per lo più consumata internamente. Non stupisce questo dato se si considera che il consumo pro capite di vino è di circa 38 litri annui.
Nei 14.882 ettari di superficie vitata che si sviluppano per 3/4 nella parte del territorio francese, le oltre 50 tipologie di vitigni coltivati  producono per il 58% vini rossi e per i restanti 42% vini bianchi. Da segnalare come la vendemmia 2013 ha registrato i livelli produttivi più bassi dal 1980 con 839.629 HL.

Una delle caratteristiche di questo mercato che più mi colpisce è lo scoprire che il canale di vendita più dinamico e sfruttato non è quello della vendita al dettaglio ma, al contrario quello della GDO, naturale conseguenza del livello di attenzione, interesse, cultura, ricerca della qualità e non ultimo totale indifferenza alle oscillazioni di prezzi da parte del "consumatore tipo" elvetico.

Questo  profilo di consumer evidenzia e conferma che il mercato Svizzero sia uno dei più ambiti  e, al contempo, mi permetto di aggiungere, difficili nel quale non ci si può permettere di non curare gli aspetti promozionali. Le azioni B2B e B2C che il nostro territorio ha già intrapreso negli ultimi anni, devono e dovranno essere sempre più, impostate sulla diffusione e spiegazione del concetto del terroir unico e indiscusso che contraddistingue le produzioni delle Langhe.  A fianco a questo non è da sottovalutare il ruolo e valenza che questi progetti hanno a livello turistico.


I dati statistici Incoming, ogni anno registrano %  di presenze e arrivi in crescita e possono, senza alcun  dubbio, anche in questi appuntamenti fare la differenza vincendo insieme ai vini la partita contro l'offerta dei competitor esteri, Francia su tutti, contribuendo alla generazione e incremento del cosiddetto effetto moltiplicatore di reddito 
=[1/(1-c) ]  dell'intera filiera enoturistica piemontese. In concreto workshop, seminari  e viaggi  nelle zone e nei nobili cru,  in cui si producono le nostre DOC e DOCG, insieme alla presentazione del savoir faire e delle condizioni climatiche morfologiche del terreno, diventano le pedine chiave e comunicative,  che possono spalancare le porte svizzere ai circa 800 produttori di Barolo.


É come in tutti gli eventi che si rispecchino, si sa che le componenti ludiche non  devono mancare, attività a partecipazione diretta che riportano, almeno con la memoria, tutti noi a quando eravamo bambini... In questo scenario oltre alle sessioni di degustazione dei vini, il già ricchissimo programma del Barolo & Friends Event di Zurigo, ha previsto l'inserimento, per questa edizione, di un paio di novità con premi tutti da gustare! La Lotteria Etica: Adotta un Orto in Africa con in palio soggiorni nelle Langhe, bottiglie di Barolo, ingressi all' attesissimo Salone del Gusto di Torino e complementi di arredo targati Alessi. E per i più esperti la Wine Game Area è stata allestita per concedere un momento di svago in cui testare le proprie conoscenze e abilità olfattive sul Re dei Vini, il Barolo. 

Con carattere perentorio concludo affermando che le oltre 130 aziende socie de I Vini del Piemonte, consorziandosi, vincono la propria partita guadagnandosi nomea e prestigio grazie alle presentazioni complete che guidate da professionisti, presentano ogni anno gli Assi, Re, Regine e Jolly del mazzo  Barolo nelle principali piazze europee e mondiali: Copenhagen, Varsavia, Zurigo, Praga, Mosca, Soccolma, Amsterdam,Bruxelles, Ginevra, Tianjin (Cina), Shanghai, Hong Kong

…perché i Barolo & Friends Event a ogni partita sono vittorie diVine!


venerdì 2 maggio 2014

#Cacciabarolo: questioni di Vinum

1 Maggio 2014 - Alba

In questi giorni di pit stop vengo invitata ad una caccia al tesoro, ma non una qualsiasi, una che profuma di occasione curiosa e utile se si vuole scoprire la natura e la storia del cuore delle Langhe, tra cantine, borghi, musei, enoteche e belvedere! 
Il tutto è scrupolosamente organizzato da Turismo in Langa durante la 38° Fiera Nazionale dei vini di Langhe e Roero Vinum, nella giornata del 1 maggio. 





Il tempo è stupendo con un sole che dona così tanta luce da potersi specchiare nei calici dati insieme al kit da cacciatore al punto  di partenza della caccia al tesoro o forse meglio dire:"Barolo?!?". Al Centro Congressi di Alba temperatura e atmosfera sono quelle giuste, fresche, che caricano gli animi prima della partenza dei tantissimi partecipanti che formano un serpente tale da ricordare un trenino la notte di capodanno!
Venendo ai numeri, gli organizzatori confermeranno un totale di 90 squadre che per tutta la giornata si sono sfidate su e giù per le colline delle Langhe a colpi di quiz per raggiungere tutte le tappe della caccia al tesoro, suddivise in 3 differenti itinerari per non creare eventuali sovraffollamenti !




In un lampo mi sorge il dubbio che sarà venuto in mente a tutti i partecipanti come hanno letto la prima domanda...Se ci si perde o non si riesce a raggiungere il luogo corretto che cosa succede? Come nel noto programma tv,  "la chiamata a casa" è l'aiuto garantito, con ben più di 30 secondi a disposizione, per chiedere direttamente agli organizzatori dove si è finiti. Ore 11 scatta la partenza e giusto per farvi venire un po' di curiosità  vi svelerò qualche tappa della caccia.
Una delle location che ha ospitato i giovani cacciatori è stata la Cantina Cadia sulla collina di Roddi ornata da vigne e noccioleti dove la dolcissima Mariella offriva in degustazione le sue chicche tra le quali scelgo:






- Barbera d'Alba Palazzotto DOC 2008: 100 % di uva barbera affinate per più di un anno in botti di rovere francese è di un rosso rubino intensissimo che tende al violetta. Una vampata di rosa, lamponi e vaniglia. In bocca la fresca struttura mi accarezza il palato con retrogusti di liquirizia.












Altre tappe  che non posso non citare sono  la cantina Giacomo Borgogno e il Museo di cavatappi.




Quando arrivo in quest'ultimo i titolari sono  alle prese nello spiegare ai wine hunters i brevetti di spillatrici di champagne e strumenti smart usati, ancora oggi, per rimuovere i tappi di sughero che durante l'apertura si rompono...Strumenti accattivanti che lasciano di traverso e che mi fanno dire: "Già nel 1830 gli svizzeri ci degustavano lungo! ".










Ora di pranzo arriva e io, che già conosco i luoghi di destinazione, scelgo di dirigermi per la mia Wine Break presso le tenute di Fontanafredda: luogo storico-gustoso per concedersi un paio di Alta Langa nonché teatro, ai tempi dei Savoia, in cui la Bella Rosin scappava per raggiungere a Torino l'amante gioielliere.





È divertente osservare i cacciatori  invadere i 13 ettari del "Bosco dei Pensieri" intorno all'antico borgo e sede della tenuta composta oggi dalle strutture destinate  ai processi di vinificazione, degustazioni, ristoranti e wine shop. Mi tuffo anche io tra i filari delle vigne seguendo un percorso di pensieri  segnato da cartelli dalle note poetiche con citazioni di noti autori come: "Chi non beve vino ha un segreto da nascondere" (Baudelaire), "Bevo per rendere gli altri interessanti" (Hemingway), "La vita è troppo breve per bere vini mediocri" (Goethe).








Rientro alla base e mi concedo la degustazione del Brut Contessa Rosa Alta Langa 2008 Riserva: un metodo classico che mi ha rapita incuriosendomi per il coraggio dell'enologo che in questo vino si è lanciato in un vero e proprio esperimento inserendo nella liquer d'expedition una minima % di vino Barolo 1967, all'epoca ancora DOC!
Dopo 36 mesi sui lieviti questa cuvée composta da un 80% di uve Pinot Noir e 20 % di Chardonnay, si presenta di color giallo dorato dove al naso sentori di piccole fragoline rosse mature si alternano alle note di lieviti e di burro. La goccia dì Barolo inserita la si percepisce nelle punte di cioccolato e menta. L'entrata in bocca è enigmatica e precursore della immediata morbidezza. Un vino succoso e intenso  dalla struttura complessa, da comprendere e che non deve stupire nella sua limitata freschezza. 






Time up le lancette corrono e entro le 17.30, come da programma, bisogna raggiungere l'arrivo della caccia al tesoro a Novello. Si conclude degustando e testando le abilità olfattive dei cacciatori. Alla Bottega del Vino, viene chiesto di indovinare, tramite il solo esame olfattivo, quale di tre vini annusati è il Langhe Nascetta DOC. Un vitigno che considero vero retaggio storico e una riscoperta aromatica degli ultimi tempi, fine come l' uva Moscato dai sentori di frutta agrumata e tropicale dove  mango e mela surmatura, sono antesignani nel palato alla spiccata sapidità che caratterizza questa DOC.  





Con tutte le squadre arrivate in piazza per la premiazione vengono proposte degustazioni in compagnia di qualche produttore di Nascetta. Escamotage profumato e piacevole per ingannare l'attesa della correzione di tutti i questionari da parte dello staff Turismo in Langa e premiare la squadra vincitrice della caccia.
Sicuramente posso  dire che questa giornata intensa, che ha scosso le colline di Barolo, Serralunga e Novello è stata segnata dall' entusiasmo, sorrisi ed emozioni dei partecipanti e delle mie. 
Un'esperienza bella e divertente da ripetere anche in altre vallate!





Dalle colline DOP più rinomate di Italia vi rimando alla prossima #cacciabarolo:  risultato di storiche equazioni diVino.