venerdì 25 aprile 2014

CAVA VS CHAMPAGNE - Metodi, uve e toponimi a confronto

25 Aprile 2014 Torino


Di ritorno da numerosi viaggi di piacere e di lavoro per l'Europa riesco a fermarmi e riprendere a raccontare e condividere pensieri e scoperte vinose...

La partecipazioni a fiere internazionali ed importanti, Prowein e Vinitaly mi hanno dato l'opportunità di approfondire i mercati tedeschi e americani, le loro modalità di acquisto e impostazione delle reti di distribuzione. Per quanto concerne il Vinitaly beh…è il Vinitaly, la fiera delle fiere dove il mondo si incontra e scontra con la realtà fatta di importatori, distributori, agenti e operatori del settore HO.RE.CA senza tralasciare i così detti wine lover che sono poi i veri fruitori di tutta quella mole di vino che ogni anno viene immessa nel mercato.







Dopo tanto lavoro mi sono concessa 2 wine trip ( come li chiamo io ), il primo mi ha vista  ritornare per la 12° volta nella Champagne ma in questo caso il viaggio aveva uno scopo ben preciso…Non volevo semplicemente RI-scoprire le famose ed eccellenti Maison ma dovevo e volevo scovare, vedere ed assaporare con i miei occhi ed emozioni di pancia  uno dei 17  Gran Crus della Champagne. In particolare mi riferisco a quello di Mesnil - sur - Oger  nel cuore della Côte de Blanche a 15 km a sud di Epernay. Sono più che certa della distanza perché è stata percorsa dalla sottoscritta tutta a piedi a causa dell'assenza di bus, pullman, taxi, bici, etc. essendomi, di puro impulso, fiondata li in un giorno festivo :-). Ma le 2 P che più mi contraddistinguono, passione e pazzia, mi hanno dato la forza di andare a vedere una specifica collina…un lieux-dits come dicono in Champagne... 3 soli ettari di vigneti che producono le pregiate uve Chardonnay  che qui sono le vere, uniche ed originali! Il vero simbolo che dona i freschi ed eleganti Blanc de Blancs che noi tutti conosciamo. Nello specifico tra i vigneti di proprietà dei blasonati Krug e Salon i due italiani Nadia Nicoli e Enrico Baldin sono proprietari e produttori di 5 incredibili Cuvée ( per una produzione centellinata annua che si aggira intorno alle 30.000 bottiglie di Champagne tutti Blanc de Blancs ad eccezione di un Rosé che vede l'impiego di un solo un 5% di uve rosse di Pinot Noir del Grand Cru di Boizy ).
La mia forte curiosità per questa porzione di Cru è resa ancora più viva dalla scoperta e coinvolgimento con la Maison Vue Blanche Etelle Champagne Encry ( leggi qui storia e note di degustazione ). 

Mi sono letteralmente immersa nelle colline di Mesnil, un'esperienza che consiglio a tutti coloro che vogliono  comprendere il reale terreno, grembo diVino, fatto di puro gesso e da colline dai lievi pendii in cui a ogni passo, più mi avvicinavo all'area boschiva che contraddistingue la zona, venivo circondata e persuasa da profumi dell'erba fresca bagnata dalla rugiada insieme a una sensazione di umidità non pungente ma quella che si percepisce dopo un temporale estivo in montagna.



Scontato dire che una volta rientrata nel paese di Eperney una degustazione di uno Champagne me la ero proprio meritata! Ed è stata la volta di un Brut della Maison Paul-Etienne Saint Germain. Maison a condizione famigliare che vanta una produzione di 5 Cuvée Blanc de Blancs, Blanc de Noirs e Rosé con 8 ettari, le cui uve sono tutte ovviamente raccolte ed usate  per la produzione. 



Assaggio il Gran Cru Blanc de Blancs Tradition:  100% uve Chardonnay provenienti dai Cru di Cramant e Avize. Una sboccatura di 8 mesi, annata 2008 che al colore si presenta giallo paglierino intensissimo e brillante con un perlage davvero persistente e delicato che accompagna al naso profumi di frutta agrumata  e di fiori bianchi con note di miele e giglio. Uno Champagne moderatamente fresco da bere in ogni momento, dall' aperitivo o durante un pasto di piatti a base di pesce bianco. 



Dopo qualche giorno di pausa è stata la volta di Barcellona e ancora prima di partire dall'Italia credetemi mi ero già pianificata le 4 visite alle Bodegas…Ma sto parlando di Champagne e la zona del Pendés è quella speculare spagola e nota per la produzione di metodi classici denominati qui Cava. Il processo di vinificazione, si sa, è uguale a quello per la produzione degli Champagne ( metodo Champenoise ) ma le varietà di uve impiegate sono autoctone e quindi espressione dei terreni e microclimi diversi,  influenzati dalle correnti marine a Nord - Est della Spagna. Si dice "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi" e io l'ho trascorsa insieme a un gruppo di persone amanti e interessate ai vini spagnoli come me: americani, francesi, giapponesi e canadesi tutti in piedi all'alba per dirigersi nella zona della Catalogna a sud di Barcellona vicino a Tarragona.





Volutamente mi sono prenotata per tempo un posto per partecipare a questo tour che ha fatto tappa alla Freizenet, sicuramente uno dei più importanti e grandi produttori di Cava, o meglio , el cava. All'entrata motorini e auto d'epoca per intrattenere e creare ancora più aspettativa prima della visita… Essendo un' azienda con volumi produttivi da sentirsi ubriachi al sol pensiero, la visita  è super guidata e molto "turistica " con tanto di giro in trenino a 40 metri sotto terra per ammirare le cantine e i locali di stoccaggio prima delle fasi die degorgement ( sboccatura  e inserimento della ricetta segreta del vigneron- liquer d'expedition ) e dell' habillage delle bottiglie ( etichetta, collarette, capsula, etc.).



Per la produzione di Cava vengono utilizzati principalmente le uve Macabeo, Parellada e Xarel - lo ma timidamente qui si è incominciato a sperimentare,  nelle ultime nuove Cuvée, con l'inserimento  negli uvaggi di vitigni internazionali, conditio sine qua non degli Champagne, Chardonnay e Pinot Nero, con l'aggiunta di uve Trepat, impiegate solo per la produzione dei rosati e coltivate in una superficie totale di soli 1000 ettari!



Al termine della visita è la volta degli assaggi:
- Cava Córdon Negro Brut con il blend di uve da dispiclinare di produzione:  Parellada, Macabeo e Xarel - lo rimasto sui lieviti per 24 mesi si presenta giallo paglierino fine con riflessi che tendono al verde. Al naso si apprezzano note di limone e mela verde  con qualche onda di pesca bianca. In entrata subito punge la vena acida ma si affievolisce da li a poco in un finale amarognolo ma piacevole. Perfetto l'abbinamento con prodotti tipici spagnoli…tapas !





- Cava Cordón Rosado Dry con uve Trepat e Garnacha rimasto sur lees per 18 mesi. Colore rosato intenso e spesso che  richiama sentori di frutta dolce a bacca rossa, ciliegia e lampone in primis ma anche qualche sensazione floreale. In bocca la freschezza è rapida ed impattante e lascia spazio ampio  nel retrogusto ad una succosità spiccata come quella di fichi e datteri.


Dopo tutte queste parole e pensieri posso concludere dicendo che Cava e Champagne sono la più alta e fine rappresentazione delle zone di origine che condizionano le produzioni di Maison piccole e grandi, senza distinzione…stessi metodi di produzione ma diversi gli uvaggi e i tempi di remuage e periodo di affinamento sui lieviti…
Scrivendo questo post mi è venuto in mente che mi piacerebbe organizzare una degustazione alla cieca di Blanc de Noirs, Blanc de Blancs e Rosé nelle denominazioni Cava, Champagne e Franciacorta invitando gli abili degustatori che mi circondano, a comprendere insieme a me quali siano realmente le differenze e caratteristiche  di questi metodi, uve e toponimi !