venerdì 31 gennaio 2014

Piemongustando

Giovedi 16 Gennaio Hotel Glis



In una serata gelida invernale non c'è cosa migliore che raggiungere tanti amici, appassionati com me ad una delle serate di degustazione organizzate dalla F.I.S.A.R (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) per assaggiare e scaldarsi con buoni vini rossi che rendono di pregio e famoso il territorio delle Langhe!






Si parte subito con una carrellata di informazioni sui consumi dei vini e sulle superfici vitate delle varietà più diffuse in Piemonte...


L'annata del 2002 pare che sia stata una delle più basse e complicate   (come dicono in Champagne) a  detta dei dati ISTAT che ci vengono proiettati mentre è curioso l'istogramma, che qui replico, mostrante l'andamento produttivo delle uve avuto negli ultimi anni. Annate dettate da regole non scritte della natura a cui ahime tutti i vegneron devono sottostare.
La costante decrescita della produzione dei vini a bacca rossa mi conferma che gli importanti sbalzi termici con forti temporali e afa hanno contribuito a creare un bel gap tra capacita produttiva potenziale e quella riscontrata, a consuntivo.



Prima di svelarvi le etichette in degustazione vi confido un'ultima curiosita langarola...un po' il sogno
proibito di tanti degustatori: "Quanto valgono delle vigne impiantate negli 11 comuni denominati e 
autorizzati a produrre il vino dei Re ? Ad oggi il valore è stimato tra gli 800 e i 1200 euro 
ad ettaro...ennesima conferma della ricchezza del nostro territorio non seconda alla confinante Francia e la blasonata regione del Bordeaux.


Ma bando alle ciance e veniamo agli assaggi:


- Barbera d'Alba DOC Franco Conterno 2010 14,5 vol % Barbera al 90 %  Nebbiolo al 10% con i suoi 4 mesi di acciaio ci regala eteree sensazioni e sentori vegetali. Morbida ma decisa l'acidità. Score 89
- Barbera d'Asti Superiore DOCG 2009 14,5% vol Cascina Castelet commercializzata nel 2° anno dopo la vendemmia tuona nel palato con i suo tannini potenti e ruvidi. La dolce sensazione di frutta rossa cotta persiste a lungo insieme alla spiccata freschezza. Un vino che, per quanto i riguarda avrà ancora molti longevi assaggi SCORE: 93
- Dolcetto DOC Poderi Luigi Einaudi 2011 13,5 vol % Prugne e ciliegia stra mature accarezzano ogni particella del naso. Ottimo esempio di equilibrio tra alcolicita e freschezza evidenziato da modesti livelli di polimeri. SCORE: 90
- Monferrato DOC 2006 Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy 14%vol spende 30 mesi in barrique, 24 in bottiglia ed ha un colore rosso violaceo intenso dove la viola fa da apripista alla prugna e ai sentori tipici del boisè. Elegante, giustamente fresca è l'entrata in bocca, con lunghe e armoniche sensazioni dolci nel retrolfatto. Un vino pronto da degustare al calice. SCORE: 91
- Barbaresco Barale e Fratelli DOCG 2008 14 vol % I 2 anni di botte e i 12 mesi di bottiglia sono il segno evidente di come il tempo sia uno dei protagonisti nella nascita di un vino. Rosa e ribes nero si evolvono in tabacco e cioccolato. Una mixture di potenza e morbidezza in cui l'astringenza di oggi, garantirà piacere nei futuri assaggi. SCORE: 95
- Cavallotto Barolo Bricco Boschis DOCG 2008 14 % vol direttamente da Castiglione Falletto i suoi 40 mesi passati in botti di Slavonia si fanno apprezzare in intense note speziate di cuoio, tabacco, e una pastosa sensazione dolce-amaro data da cacao amaro e carvi, pastosi che si polverizzano...
Acidità che morde ma che nel tempo troverà un equilibrio. SCORE: 92

Cosa posso aggiungere? I vini delle Langhe sono un laboratorio armonico in continua evoluzione.

lunedì 27 gennaio 2014

Weekend Soave

25 gennaio 2014 Soave 


Riprendo la mia attivita sul blog in pompa magna come si suol dire... Chi mi conosce un pochino, sa che non rientro nei tipici canoni di "normalità" e lo conferma la mia decisione di fare un weekend nel cuore del Veneto questa mattina.
Qualche giorno fa, per altri motivi, ho apprezzato la comunicazione e la bravura con cui l' Hotel Rox Plaza a meno di 100 metri dal centro storico di Soave si promuove. Mi rimane il cosiddetto tarlo e dopo 3 ore circa mi trovo a Soave previa prenotazione della stanza in hotel e apertura di qualche cantina vinicola.











Soave è magnifica, un piccolo borgo circondato dai filari di uve corvina,  garganega, molinara e rondinella dove gli internazionali pinot, chardonnay non mancano...


Dopo un breve giro di perlustrazione mi dirigo subito alla Cantina Soave dove ahimè posso solo degustare e non godere della visita che rumors dicono essere fantastica e che, giustamente, bisognava prenotare! Mi accontento  di vedere le immagini di lunghi tunnel colmi di barrique sotto Borgo Rocca Sveva elegantissima struttura dove dalle vetrate della sala di degustazione/wineshop si scorge un' elegantissima villa adibita a workshop, feste e cene di gala...
Tra i tanti magnum di metodi classici e nettari veneti mi faccio racconatre la storia dell'azienda e di come nasce l'Equipe5 che da li a poco degusterò sul bancone rotondo tutto legno e luci.




Cantina Soave vanta una storia secolare. Fondata nel lontano 1898, oggi è sicuramente una delle più preziose realtà vitivinicole italiane di cui dobbiamo vantarci perchè esempio di cooperazione tra piccoli produttori inglobando in 6.000 ettari di vigneti, 2.200 soci con 6 siti produttivi che spaziano tra la cintura di Verona, le terre del Garda e la mitica Valpolicella dove sua maestà Amarone nasce.


Il nome del metodo classico Equipe5 stupisce e richiama non solo il numero delle dita di una mano ma anche quello degli amici che insieme fondarono l'azienda.
Ammetto di essere un scettica perché ultimamente le aziende dai grandi numeri mi hanno delusa ma non è questo il caso...







Equipe 5 Brut 2008: Chardonnay per l'80% e il restante %20 di Pinot Nero mi cattura brillantemente già con il suo colore giallo paglierino acceso. Una fresca e asciutta sensazione prima di mandorla cotta richiama  i sentori di pesca e limone di un sorbetto caldo che in bocca si tramuta in una crema che pizzica solo all'entrata per farsi sentire e regalare un'intensa sensazione di morbidezza che mi ricorda un pan di spagna di una torta appena sfornata...










All'indomani una luce incredibile mi sveglia e mi ritrovo prestissimo tra le vigne che incorniciano il castello Medioevale di Soave. Sembra di essere in un set cinematografico...tutto il paese è circondato da antiche mura e la guida, che da oltre 60 anni accompagna turisti e curiosi a vedere torri e stanze, mi fa capire come già agli inizi del X° secolo l'uomo sapeva come difendersi... All'interno, finestre piccole costruite su scalini per vedere e prevedere al meglio eventuali attacchi, sedie e panche con testate smontabili e, non ultima, una luminosa sala da pranzo dove il sommo poeta Dante Alghieri fù qui ospite di Cangrande della Scala e venne ispirato dalle terre che circondano Soave dove oggi ha sede l'Azienda Agricola Monte Tondo.




L'imponente ingresso ad archi è arredato con strumenti  e macchine  usate in passato per la produzione del vino...25 sono gli ettari di vigneto nei limitrofi terreni vulcanici e basaltici di Monte Tenda, Monte Foscarino e Monte Tondo coltivati per lo più a pergola dove le uve Garganega e Trebbiano di Soave si fanno apprezzare...
È ora dell'aperitivo e allora scelgo di degustare:




Spumante Soave Doc But 12% vol: un 100% di uve Garaganega vinificate con metodo Charmat che avranno come comune denominatore, al naso e in bocca, sentori e sapori di mela gialla cotta con punte sapide e minerali che fresche rimangono a lungo in un dolce ed inaspettato equilibrio.














Non posso rientrare a Torino senza aver assaggiato un rosso e allora il San Pietro Valpollicella DOC 2012 con il 55% di uve Corvina, 30 % di Rondinella e 15% di Molinara si presenta con un rosso più violaceo che rubino che mi acquieta con i suoi sentori di frutta rossa sotto spirito, una vera e propria confettura di ciliegia eterea. La breve ossigenazione crea un morbido mix di pepe e cioccolato che a lungo mi scalderanno il palato.









Torno nel  mio amato Piemonte con la conferma che i vini, se degustati nel luogo di origine, danno il meglio di se...non mi resta che raccogliere, vinificare e affinare tutta l'esperienza qui deGustata.