domenica 1 dicembre 2013

IWTO Seminario sul Porto -Incontro liquoroso


Sabato 30 novembre 2013

In una giornata fredda e nevosa a Torino la IWTO (International Wine Taster Organization ) organizza un seminario sui vini di Porto e io, che in questa regione vinicola patrimonio UNESCO ho avuto la fortuna di passarci diversi giorni, non posso di certo esimermi da partecipare e in più, come più volte detto, ogni degustazione è un momento di crescita.
L'enologo Alberto Cugnetto ci fa viaggiare per ore nella valle del Douro dove qui, per legge, anche le aree di produzione subiscono controlli e vedono una propria classificazione con tanto di  punteggi dove i parametri che incidono maggiormente sono l'altitudine e il sito produttivo.




La zona del Douro é stata la prima ad essere delimitata al mondo nel 1754 suddivisa in : Douro Superior, Alto Corgo e Baixo Corgo per motivi strettamente economici per limitare la produzione degli allora vini denominati "Porto".
L'influenza dell'uomo é stata incisiva in questi terreni montagnosi misti argilla e calcarei con la costruzione di terrazze per coltivare l'uva oggi con allevamenti di tipi guyot e cordone speronato.
Da sempre questa zona ha una notevole vocazione vinicola dove con le influenze in primis fenice, romane poi, ha visto la sua espansione in Europa grazie agli olandesi  e la loro scoperta "brandy" per risolvere i problemi di conservazione dei vini trasportati via mare.
La produzione media annua di vino si aggira attorno alle 77.177650 in 249.000 ettari di superfice vitata. Per quanto concerne il Porto 26.000 gli ettari a disposizione con una produzione autorizzata di 75 quintali per ettaro. I primi 3 paesi consumatori sono Francia, Portogallo e Olanda rispettivamente ma una delle cose che più mi colpisce è che in media ogni produttore possiede soli 1,7 ettari di vigna. Va da se che è stata conseguenza naturale la nascita, nel tempo, di cooperative per racchiudere i 39.101 viticoltori e consentire di avere pochi interlocutori.




Il clima temperato con temperatura intorno ai 15C° media annua rende qui i suoli acidi e non troppo fertili con scarse riserve idriche date le limitate precipitazioni.
Il vitigno simbolo a bacca rossa è il Turriga National considerato qualitativamente  al pari dei Nebbiolo, Cabernet Sauvignon e Pinot, ha saputo farsi strada al tal punto da essere impiantato in diverse parti del mondo.
La vinificazione avviene in base al livello zuccherino presente nell'uva e al vino che si vuole ottenere...extra dry, dry, semi dry, sweet, very sweet nelle tipologie Ruby, Tawny, Vintage, LBV.

Per fortuna ad intervallare tutte le nozioni ci hanno pensato :





-GRAHAM'S Fine White Port 19%vol dove colore e naso sono puro miele d'acacia  insieme a sentori di agrumi e ananas stramatura che maturano in bocca in una costante e persistente freschezza che mi ricorda buccia e polpa soffice della pesca bianca. Un vino piacevole, pronto mai stucchevole che tra qualche anno raggiungerà una dolce armonia.







GRAHAM'S Fine Ruby Port 19%vol rosso rubino intenso, impenetrabile con sentori prima eterei poi dolci di more e liquirizia in bocca una confettura di ciliegia. In entrata l'aggressivita dell'alcol risveglia il palato insieme all' acidità che vengono elegantemente smorzate  degustandolo insieme a un pezzo di cacao amaro.






GRAHAM'S Fine Tawny 19%vol rosso aranciato chiaro e limpido è balsamico e vanigliato con note eteree che in bocca sono una coperta morbida e vellutata.





GRAHAM'S Nature Reserve Port 20%vol rosso porporeo dai riflessi aranciati al naso marmellata di ciliegia marasca ma anche cavolo cotto, pepe e fumo se si pazienta. In entrata l'alcol si fa notare ma scivola via in un delizioso letto balsamico con un retrogusto di caffè.





GRAHAM'S Six grapes" ReservePort 20% vol colore quasi marrone che ricorda un Recioto al naso viola e lamponi si completano nel gusto equilibrati con gli  alcoli che non sovrastano il palcoscenico. 
Il Porto c'e ! Siamo davanti ad una completa ed equilibrata espressione della Valle del Douro.









GRAHAM' S Quinta dos Malvedos 2001 Vintage Port, fatto decantare per qualche ora questo vino scuro, pastoso solo a vederlo, è un mix di spezie tra pepe, cannella e caffe con un corpo caldo che unisce dolcezza e acidità insieme alle note di frutta secca, noci su tutte.







Molti di questi vini Porto sono importati e distribuiti nelle migliori enoteche italiane dalla Sagna SpA che ancora una volta ci insegna che l'eccellenza é sinonimo di classe e ricerca diVina.

domenica 24 novembre 2013

Azienda Contratto: cattedrale dello Spumante

Canelli 23 Novembre 2013


In queste giornate fredde ormai invernali mi dirigo insieme ai soliti amici fisariani in una delle cantine più storiche di Canelli, la Contratto.
I filari ormai privi delle foglie sono ulteriore prova dell'inizio del periodo di riposo delle vigne. Se la natura riposa tutto l'indotto non si ferma e neanche io...




L'azienda, incorniciata magicamente tra le colline è  un mueso operativo tra mura che vantano 150 anni di storia. La sala in cui iniziamo la visita è quella dei sacchi qui usati prima dell'arrivo delle pompe nell'800 come metodo di filtrazione per caduta fino al 1910. A decorare la sala torchi, presse e una garolla del 1936 e anche porzione della collina e del suo terreno, poco stabile, perche ricco non di gesso, come nella regione della Champagne ma di sabbia e tufo, la cosi detta marna grigia...Come non rimanere poi affascinati da quella che definirei la prima case history pubblicitaria vitivinicola. Cappiello dopo aver disegnato campagne pubblicitarie della Campari, Martini Rossi, Lambretta nel 1922 disegna la famosa donna che sorregge una coppa di spumante scelta come etichetta per tutti gli spumanti della casa.



Scelta intrapresa dalla famiglia Rivetti dell'Azienda La Spinetta la quale nel 2008 inizia una collaborazione  con la Contratto. Appassionati anch'essi di bollicine gli si presenta nella coppa l'occasione di spumantizzare in una delle location più belle del Piemonte  imponendo oltresì alla storica casa di spumante, di cessare la produzione di vini bianchi e rossi fermi, per



Ovunque si guardi questo luogo è un mix di storia e fascino con i suoi muri in pietra e imponenti porte scure di legno che portano alle cantine nate in 3 epoche diverse: la prima parte, sotto il livello della strada costruite nel 1862, la seconda, all'interno della collina, nel 1906 e la terza durante la 2 guerra mondiale.



Scendiamo nelle cantine dette Cattedrali sotterranee di Canelli alias del sempione perchè ultimate nello stesso periodo dallo stesso progettista, con la stessa dimensione della galleria omonima, da cui ne deriva il nome.





La visita continua tra buie gallerie tra 1 ml di bottiglie stoccate di Blanc de Noir, Pinot, Chardonnay e millesimati sur le pupitre. Qui ho la fortuna, per la prima volta nella mia vita, di vedere l'operazione di remuage dal vivo!

300 sono le bottiglie che vengono ruotate in un solo minuto...è impressionante le mani fluttuano veloci...mi ricordano più una carezza che un movimento rotatorio che ravviva l'azione dei lieviti rimasti fermi per 30 mesi.














Altra chicca che vedo è l'azione totale che compie la bottiglia surle pupitre dopo l'operazione di coup depoignet...la forma del foro e il suo spessore fanno salire la bottiglia in una posizione quasi verticale in 20-22 giorni.









Vi lascio guardare il video...vorrei essere una mosca per riuscire a vedere i vostri volti!



video


Scendiamo ancora più in profondità per vedere il museo dello spumante, gallerie in pietra con ampie volte eleganti che non hanno nulla da invidiare a quelle delle Maison francesi con ragnatele tra i magnum e le pupitres.





Dopo tutta questa fatica e attesa finalmente l'assaggio in una sala splendida da gran soirée nobile.

-Millesimato Extra Brut 2009 con un 20% di Chardonnay e l'80% di Pinot Nero ha un perlage finissimo che elegante percorre la flûte, al naso crosta di pane e rabarbaro in bocca è fresco e delicato con finale leggermente amaro.









-For England pas dosè Blanc de Noir 2008 che vede un 100% di Pinot Noir vinificato in bianco degorgiato il 5/10/2012 rimane 40 mesi sui lieviti anche qui il perlage è fitto e fine e mi anticipano la potenza del pinot con sentori vegetali e di cassis che intensi in bocca si uniscono a spiccata struttura e freschezza rendendola ricca. Un bel tutto pasto da assaggiato con un filetto di tonno su un letto di verdure granellate in una crema di aceto balsamico.







Degustiamo anche due rossi della Spinetta dei quali vi descrivo il Langhe Nebbiolo 2010 di un bel colore rosso rubino prodotto dalle vigne di Neive affinato in barrique di 2 e 3 passaggio vanta profumi di viola, barbabietola e erbacei che in bocca lasciano spazio ai tannini che sussurrano insistenti: "cioccolato". Un vino pronto da bere con un piatto di agnolotti al castelmagno.


Perdendomi tra le mura degli antichi saloni ripercorro la storia della cantina Contratto  dove nel 1919 il 1 vino spumante millesimato veniva creato e oggi apprezzato nelle tavole del bel paese.

mercoledì 20 novembre 2013

Champagne Encry - Successo di organiche intuizioni


Hotel Diplomatic Torino 19 novembre 2013

#lamiaTorino sempre più vicino #allamiaChampagne

Champagne Encry sbarca a Torino in una serata autunnale e fresca la delegazione ONAV di Torino chima all’appello tanti soci  al quartier generale, l'Hotel Diplomatic tra le vie centrali porticate del centro che tanto ricordano Parigi e la sua eleganza.
Questa sera, dalla Miason Vue Blanche Estelle trovo 5 Champagne Encry in degustazione direttamente dal Villaggio a Les Mesnil Sur Oger, nel cuore della Cote de Blancs li dove le uve chardonnay sono sovrane ed unica possibile espressione del terroir.
Enrico ci racconta con entusiasmo la sua storia tra aneddoti, fatiche, inevitabili liti e scontri burocratici avuti 
per ottenere l'appellativo di Maison e l’autorizzazione a produrre e commercializzare Champagne.



Padovano di origine nasce e vive del suo gran sapere da ingegnere. Insieme a enologi esperti ha saputo contribuire al miglioramento dei processi evolutivi, non manuali dell'uomo, ma della natura vitivinicola italiana e francese, grazie a tipi di colture applicate tramite il metodo dell' idrosemina. Queste quando impiantate tra i vigneti li vanno a preservare dalla formazione di solchi derivanti dalle numerose precipitazioni annuali creando oltre che a un substrato organico tra il gesso e l'erba veicolano ossigeno ai capillari delle radici presenti nei geometrici 319 Cru della Champagne dove ogni singola parcella è un tesoro prezioso che riVive in ogni singola bottiglia Encry, figlia di ogni singolo ceppo.



Dagli studi e scoperte vola in Champagne per applicarli incappandosi anche in un vigneron che si limitava alla sola coltivazione e vendita delle uve Chardonnay. Dopo qualche anno di reciproca conoscenza e fiducia nata dai lavori organici, Enrico si propone come investitore e partner per costruire la cave e rete commerciale per distribuire una nuova Gran Cuvée.
In 3 ettari, 28/30.000  sono le bottiglie che dopo i 36 mesi si affinano in bottiglia e che diventano pronte per essere degustate. Il 1°vino a uscire da questo matrimonio italo-francese risale al 2005 e di ritorno dal Merano Wine Festival Enrico ci confida di essersi emozionato nell'esser stato inserito tra i primi 10 migliori  vini della manifestazione.




Il savoir-faire Encry è premiato dalla raccolta manuale delle uve, sapienti lavori in vigna, terreni situati in zone ottimali nonche una prima pressatura soffice per la cuvée e una seconda per la taille. Un remuage a mano da 5000 bottiglie al giorno per continuare con fermentazioni tutte in acciaio a t° controllata tra 18-22 C° uniti ad una malolattica bloccata a metà per riposare dai 24 ai  36 mesi su lieviti selezionati.






Si sa che gli Champagne Rosé sono sinonimo di donna e ne ho ancora una volta conferma questa sera con il Grand Rosé Encry perchè sono davanti ad una elegante intuizione feminile.
In questo vino troviamo un 95% di Chardonnay che si uniscono al restante 5% di vino rosso Pinot Noir proveniente non da un Village qualsiasi ma da quello di Bouzy individuate dall’affascinante moglie di Enrico.
2 gemme che si riflettono già nel bicchiere. Un rosato vivo color cipolla con un perlage finissimo, al naso sentori prima di vaniglia, pane per lasciare spazio a quelli di fragola fresca, geranio insieme a uva candita che si esaltano in bocca saltando dopo un'entrata subito intensa e freschissima che termina in un retrogusto amaro. Questo solo 5% di Pinot si fa sentire parecchio donando carattere ed elegante forza al chardonnay. Davvero un'ottimo tutto pasto.






Il Brut Blanc de Blancs - Grand Cru- Grande Cuvée "Encry" si presenta con un colore giallo paglierino acceso. Perlage fine che elegante arreda il calice insieme ai sentori minerali e di banana, camomilla e zenzero candito. Fragrante in entrata si avvolge la bocca di una armonica sapidita e acidita dove la noce mette la firma nel retrogusto. Uno chardonnay in purezza che stupisce  e che mi piacerebbe ri-degustare presto durante un aperitivo tra quiche lorraine, olive nere e patè di tonno su pane al rosmarino.







Lo Zéro Dosage  - Grand Cru- Grande Cuvée "Encry" 100% Chardonnay é la punta di diamante di Enrico pardon della Encry. Perlage fitto e intenso, crema di agrumi, limone su tutti, é morbido in entrata e schietto persiste nella sua natura minerale e fresca. Un avvolgente pas dosage che riesce solo quando il y a le terroir.

Millésime 2005  - Grand Cru- Grande Cuvée "Encry" 100% Chardonnay che preferisco al 2004 (ultima produzione prima dell'influenza Encry).
 Colore giallo paglierino molto intenso con riflessi verdolini al naso vaniglia e ananas sono da evidenziare memorizzali richiamando il ricordo della sensazione di quando si finisce di mangiare un dolce con l'uvetta. 
Uno champagne elegante che nasconde una dolcezza intrinseca con un sapida e fresca personalità.



Ore 23:00 chiusura dei lavori e io, dopo aver ritirato gli attrezzi wine-blogger penso che nel mio prossimo viaggio nella Champagne passeró per sbaglio dal Village Le Mesnil sur Orgeon per vedere i substrati  organici che donano struttura e charme agli Champagne Encry.

lunedì 18 novembre 2013

Tra Alba e Asti - weekend di novità


Domenica 17 novembre 2013 Tra Alba e Asti



Una due giorni in giro per cantine vinicole da amici e con amici...cosa volere di piu? Dopo un ultima tornata ad Alba per l'83° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d 'Alba sono andata a ritrovare un caro vecchio amico, Giulio che insieme al fratello Paolo portano avanti l' azienda di famiglia che a mio avviso è la Regina del Moscato con 5 secoli di storia. La Morandina è parte della terra, con la "Collina Morandini" che ne ha ispirato il nome. 





Terreni di tufo, calcare e lavori manuali tra i vigneti sono anima e riflesso anzi una somma che da come risultato la produzione del miglior Moscato d'Italia da anni capace di brillare e esalatrsi nel calice come il suo colore oro brillante, vivo e i sentori di mela golden stra matura, un poco di mineralità con una punta di noce.



Complesso per essere un Moscato ma stupisce per la sua totalità: freschezza, morbidezza e capacità di riempire il palato a fondo con i suoi retrogusti di frutta secca, dopo un sorso è impossibile fermare il legame che ormai si è creato.







Domenica mattina sveglia presto per scampare alla chiusura delle strade per la stratorino per recarmi nel cuore dell'astigiano in una delle aziende pionere della Barbera.



All'azienda storica Braida a Rocchetta Tanaro e a Giacono Bologna si deve gran parte dell'evoluzione ed esplosione del  vitigno Barbera. Fù lui il primo a vederne le potezialità e decidere di imbottigliarlo per poi migliorarne ed incrementarne i porocesi produttivi inserendo le proprie storie personali nei nomi che  oggi rivivono nelle etichette  delle diverse selezioni della Barbera DOCG.
La " sala parto"cosi definita dalla bravissima collega Sommelier Giulia Ferrari, è una vasta distesa di botti francesi e d'acciaio altissime che si perdono nel soffitto che praticano, a seconda dell'uva diverse tipi di pressatura e rimontaggi. 





Al piano di sopra altre botti di rovere francese per i vini destinati all'invecchiamento che  verrano trasportati tramite montacarichi e pompe diverse.




Malolattica, passaggi in botti grandi e barrique sono il modus operandi della Braida che si è diversicata nel tempo introducendo. produzioni di vitigni internazionali come Chardonnay e Riesling ma anche Moscato e Brachetto e un mega blend che assaggerò, di Barbera, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon.







600.000 bottiglie in 50 ettari di proprietà sono prodotte in totale di cui solo 80.000  sono per le produzioni extra Barbera, che gioca invece la parte da leone con la Barbera La Monella.
Allevamenti tutti a guyot che che vedono l'uso delle macchine per la vendemmia.

Ma bando alle ciance e passiamo all'assaggio…




Il Fiore con un 70% di Chardonnay e  30 % Nascetta  è un primo piacevole, profumatissimo inizio di questa mattianata umida con un tenue colore giallo paglierino che  richiama sentori freschissimi  di pesca e melone, caldo in bocca  persiste a lungo con note minerali che si tarsformano in finale leggermente amarognolo.











Barbera d'Asti D.OC.G Bricco dell'Uccellone 2011  cosi chiamato per il sopprannome dato alla vicina "l'uselun"  sempre vestita di nero.
Dopo 15 mesi in bottti di rovere  mi trovo davanti a un 16% vol di un colore rosso rubino con eleganti note violacee è un mix di lamponi, rose e vaniglia, Aggressiva è l’ entrata in  bocca come ci si aspetta da una Barbesta d'Asti che poi si esaurisce in un dolce retrogusto di  liquirizia.



Barbera d'Asti D.O.C.G Bricco della Bigotta 2005 nome sempre ispirato dalla vicina di casa che più badava a pratiche esterne che a alle proprie...
Questo rosso vivo già con un po di riflessi granata viene prodotto in 10.000 unità. Prugna, pepe, viola si amalgano con sentori vegetali di pomodoro in bocca soprende il morbido tannino in armonia con la ancora attuale persistenza e potenza che solo questo vitigno sa esprimere.










Monferrato Rosso D.O.C Il Bacialè 2011 che letteralmente in Piemontese significa il mediatore. Io lo definirei un coraggioso e audace matrimonio multivarietale tra Barbera, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Merlot. Rosso, carico con una forza ed esplosività di more, peperone e spezie aggressivi si ampliano in bocca per ricordarmi tutta la potenza di questi vitigni che non sono secondi alla spiccata acidità. Una novità dall'astigiano da tenere sotto controllo che tra qualche anno sono sicurà diventerà ancora di più piacevole  beva.



Barbera d'Asti D.O.C.G Ai Suma 2010, facile da intuire..."siamo qui, ci siamo", un vino prodotto solo nelle annate meritevoli…20.000 bottiglie per il mercato USA che per chi un poco conosce, si aspetta forti sentori di vaniglia, liquirizia e  dolci frutti che qui maturano in bocca con un finale di cacao e caffe. Il 16% vol rendono questo vino quasi da meditazione che ben si presta a un piatto di formaggi che non necessariamente devono avere una imprtante stagionatura perchè i tannini sono eleganti, suadenti.







Ringrazio ancora Giulia e la sua disponibilità nel rispondere alle numerose domande chieste, per una volta, non solo da me...:-)




Al pomeriggio nuovamente  all' '83 Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba per salutare lo stand ONAF e Gian della Cascina del Pozzo. Un assaggio della sua profumata Barbera d’Alba 2012 e di cioccolata alla nocciole è la volta di partire per la visita all'Azienda Agricola Ghiomo a Guarene. Ahime terra di nessuno tra Langa e Roero a soli 3 km da Alba.




Meraviglioso scoprire che il titolare ha la passione per Pinot, Borgogna, vini francesi (come lo Chablis) unico nello spiegare i suoi vini e il terroir che ci circonda...da apprezzare assolutamentete il suo continuo mettersi in discussione e il persistere a voler produrre i vini naturalmente con passione e coraggio secondo le proprie scelte, il buon senso senza seguire mode e/o consigli guidati.
"Fare il meglio che si può con quello che si ha in quell'anno "  accettare che ogni annata è diversa...




Non riesco a fornire dati su produzione e processi di lavorazione perchè, credetemi hoincontrato l'uomo, l'anima che fa il vino elemento naturale, parte di se, della propria vita, un'emozione e gioia sapere che ci sono ancora produttori che guardano si al portafoglio ma con i riflettori ben puntati su storia e tradizioni.

Dei tantissimi vini degustati insieme a proscutto e formaggi di puro latte di bufala in locali arredati magnificamente tra legno, muri di pietra, volte..una magia







Arneis Langhe DOC 2012 Fusost 13%vol un giallo  oro persistente, interessante una novità per il mio naso e per la mia conoscenza dell'Arneis... Crema, caramello, nocciola è caldo, minerale con retrogusti di pera cotta con una giusta freschezza.




Arneis Langhe DOC 2011 Inprimis 13.5% di vol giallo paglierino intenso che giá il colore mi ricorda l'ananas matura, paglia e salvia. Brioso in bocca con una bellissimo equilibrio di  mineralità  e sapidità. Ottima espressione dei terreni sabbiosi del Roero con un finale mandorlato.









Barbera DOC Alba 2009 Lavai rosso rubino vivo! Eterea confettura cremosa di frutta che in bocca creano un morbido corpo pronto da bere tutti i giorni con un rapporto qualità- prezzo spaventoso.

Alba DOC Ruit-Hora 2010  una nuova denominazione creata ad hoc per chi come la Ghiomo è in zone che non rientrano nei disciplinari destinati a produrre Nebbiolo vs Barbaresco vs Barolo...
Questo 40% di Barbera unito al 60 % di Nebbiolo scoppiettano come pop-corn! Un vino dinamico tra more, pepe bianco e il tipico boise che persiste elegantemente senza essere aggresivo



Nebbiolo d'Alba DOC Sansteu 2006 setosa confettura di frutta con rose, rosmarino, lievi e dolci sntori terziari, conseguenza della vaporizzazione delle botti che la Ghiomo attua. Il tannino in entrata si accorge trasformandosi in una lenta ma potente freschezza. Un vino che non aspetta altro che esser aperto a farsi apprezzare.

Una due giorni di tante novitá con nuovi e vecchi amici da RE-inserire nelle cantine per ricordami-vi in quale territorio siamo e quale potenziale abbiamo!