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Il "tempo" del Timorasso

Parliamo del tempo? Dopo aver letto l’ultimo scritto di Carlo Rovelli affrontare questo tema non mi pare certo un passatempo da poco al contrario è tra i più complicati perché è la firma della nostra memoria. E con il suo scorrere, a tratti gli eventi appaiono sfuocati e quel tocco di unicità -di un momento o di un giro fantastico del pensiero intorno alla Terra- quello, si, è perso se non lo si coglie. Sappiamo che scorre più veloce in montagna che in pianura, i ritmi sono diversi cosi come la loro contestualizzazione in ogni luogo. Ed esiste anche una direzione, del tempo, dal passato al futuro perché ora, adesso, mentre si scrive e legge il tempo è passato. E se i principi di termodinamica sono distanti da noi e facciamo finta di non capirli non possiamo esimerci dall’eternalismo dell’attitudine dell’uomo ad ambientarsi alla “variabile natura”: il mutamento del tempo (il meteo) e le decisioni di coltivare l’uva e, con lei, tutte le colture. Il filosofo greco Anassimandro diceva che …

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